• 0 Cambiamenti climatici ruolo centrale negli incendi nel mondo

    • Salute
    • Scritto da Mediasonik
    • 05-08-2023
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    Sono tanti i fattori che determinano l’insorgere di incendi, anche se negli ultimi decenni è diventato sempre più evidente il ruolo cruciale dei cambiamenti climatici, che innalzano le temperature e indeboliscono gli ecosistemi, rendendoli maggiormente vulnerabili. Nella maggior parte dei casi tuttavia è l’intervento umano, in ultima istanza, a determinarne l’insorgere. E la causa è spesso di natura volontaria e mirata. In Italia infatti la maggior parte degli incendi è di natura dolosa: per ampliare le aree coltivabili, per favorire la speculazione edilizia, i roghi presso le discariche sono tutti esempi di reato compiuto al fine di trarre un profitto. Sono state 514 persone sono state denunciate per incendio boschivo nel 2021. I danneggiamenti seguiti da incendio sono inoltre considerati un reato spia, che segnala un probabile coinvolgimento della criminalità organizzata. Sono più frequenti nel mezzogiorno: in Calabria si contano 5,3 denunce ogni 100mila residenti. Lo si legge in un report della Fondazione Openpolis redatto in collaborazione con lo European Data Journalism Network nell’ambito del progetto Fire-Res cofinanziato dall’Unione europea. “L’Italia, paese mediterraneo e quindi naturalmente esposto a temperature elevate e siccità e conseguentemente anche agli incendi, aggravati poi ulteriormente dai cambiamenti climatici, è anche un paese che, soprattutto in alcune regioni, riporta una forte presenza di criminalità organizzata, spesso infiltrata nel settore edilizio e della gestione dei rifiuti. Un fattore che esacerba il problema degli incendi e rende ancora più difficile la lotta ai cambiamenti climatici”. Si ricorda che, in un’analisi sugli eco-reati nel periodo 2006-2016, l’Istat ha rilevato inoltre che negli anni è aumentata la quota di incendi di natura dolosa rispetto a quelli di natura colposa. Per quanto riguarda le persone contro cui viene avviata un’azione penale per violazione in materia di incendio boschivo, ammontavano al 60,4% nel 2006, una quota che ha raggiunto il 72,2% nel 2015. Dai dati disponibili è difficile ricostruire la realtà degli incendi dolosi e il loro legame con la criminalità. Un modo è analizzare i dati raccolti da Istat, relativamente alle denunce. Quando si parla di denunce tuttavia è importante tenere presente che queste non restituiscono un’immagine completa del fenomeno. Infatti un loro aumento può anche derivare da un miglioramento del sistema di denuncia.

  • 0 L'anguria perfetta !!!

    • Salute
    • Scritto da Mediasonik
    • 17-07-2022
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    Uno degli alimenti più apprezzati nella stagione estiva è l’anguria, perfetta a fine pasto o per spezzare la fame senza sensi di colpa. Rinfrescante e leggera, infatti, l’anguria è tra gli ortaggi – ebbene sì, non è un frutto! – più acquistati in estate, capace di mettere d’accordo grandi e piccoli. Grazie al suo basso apporto calorico, poi, una fetta è lo spuntino perfetto di metà giornata anche nel caso di diete dimagranti. PERCHÉ L’ANGURIA FA FARE TANTA PIPI? L’anguria fa fare tanta pipì per gli stessi motivi per i quali ne vengono sottolineate le sue qualità di rinfrescante e di diuretico: contiene un’enorme quantità di acqua. Per ogni 100 grammi di frutto, ci sono 95,3 grammi di acqua. Ma anche sotto questo punto di vista l’effetto dell’anguria è benefico: aumentando il flusso delle urine, infatti, si proteggono i reni e si contribuisce a migliorare il funzionamento del fegato. QUANTA ANGURIA AL GIORNO SI PUÒ MANGIARE? Considerando il basso livello di calorie, l’anguria si può mangiare in abbondanza durante i mesi di luglio e agosto, quando è disponibile. La quantità giusta, se vogliamo abbondare, è di 200-250 grammi al giorno, privilegiando sempre la mattina a colazione e il pomeriggio come spuntino. Comunque non bisogna esagerare, tenendo conto della presenza, all’interno dell’anguria, di una componente significativa di zuccheri.  CONTROINDICAZIONI DELL’ANGURIA Non esistono particolari controindicazioni rispetto al consumo di anguria. Ma in virtù dell’alta presenza di acqua, può essere poco digeribile ( e provocare un effetto “pancia gonfia“) e quindi sconsigliata a chi soffre di colite o di gastrite, ed a chi ha problemi di digestione in generale. In questi casi è preferibile consumare l’anguria soltanto dopo i pasti e non a digiuno. Ma come fare a riconoscere un’anguria dolce e ben matura quando siamo al supermercato o dal fruttivendolo? Esistono alcuni dettagli a cui prestare attenzione per avere la certezza di portare a tavola un piatto delizioso. Per prima cosa, controlliamo sulla buccia esterna la ‘ragnatela’, ovvero i filamenti che solcano la superficie. Questi, per quanto antiestetici, stanno a significare che le api si sono posate sull’anguria durante la fase di impollinazione e sono un indice di dolcezza.